Oggi la mia nonna si opera. E io sono a migliaia di chilometri di distanza.
So che stare in quella stanza ad aspettare che esca dalla sala operatoria non servirebbe a molto. So che lei non vuole farsi vedere da me quando non sta al meglio. So anche che fra tre giorni sono da lei e che comunque non avrei potuto fare altrimenti.
Ma mi sarebbe piaciuto dare un bacio prima che entrasse e dirle "ci vediamo dopo". Ora, anche se ho tante cose da fare, la giornata in attesa della telefonata di mamma mi sembra infinita.
Nonna, mi dispiace tanto di non essere lì con te, ma sappi che ti penso.
Ti voglio bene.
P.S.: ieri si era già preparata la valigia, e l'unica cosa che mi ha detto riguardo all'ospedale è "sai, ancora i riscaldamenti non sono accesi, quindi mi sono portata una liseuse" "una che?" "ma si, una liseuse, la mantellina da letto, è bellissima, tutta piena di pizzi" ...Grande Nonna!
Quando ero piccola la mia nonna era una nonna tipica: portava gli occhiali, mi faceva i giacchettini a maglia (tutti blu con tanti puntini colorati, perchè dovevano essere eleganti ma anche adatti a una bimba. Una volta me ne fece un tutto tutto blu e lo usavo nelle occasioni elegantissime), giocava a carte con le amiche, frequentava l'università della terza età, si faceva il bagno al mare con una bellissima cuffia rosa shocking con i fiori, andava a teatro, mi portava al parco a giocare e al cinema a vedere i film di Walt Disney, cucinava sempre dei piatti buonissimi e mi insegnava a fare la crostata e la pizza.
Poi ha messo il turbo ed è diventata una nonna sprint. Ha iniziato portandomi da McDonald's, dove non si sa se mi divertivo più io o più lei. Poi mi ha accompagnato a vedere Titanic, in una sala piena di quattordicenni in lacrime lei ed io eravamo le sole che si erano stufate e volevano andare a casa. E' venuta in montagna con noi, dove scendeva a piedi per quella che d'inverno è la libera femminile, cantando sotto la pioggia battente. Ha fatto tante crociere in giro per il Mediterraneo, voleva anche andare a quella fra i fiordi norvegesi, ma poi ha cambiato idea. Ha visto Londra e ha detto che Parigi è molto più bella. Atene, invece, le è piaciuta abbastanza.
Quando sono andata in Erasmus ho fatto 15 ore di treno, arrivavo in una città sconosciuta, non sapevo se avevo la casa, mica potevo andare da sola! Mi ha accompagnato lei, pagando l'albergo per la prima settimana e controllando la casa dove sarei dovuta andare. Per fortuna poi mi hanno preso alla città universitaria (Padrona di casa: sai, se vieni qui non voglio che esci la sera. Nonna: no no, lei la sera non esce. Io: AAAHHHH!!!!!!).
La mia nonna sprint ha smesso di farmi maglioni ai ferri ma va alle manifestazioni in piazza e si veste sempre con un sacco di colori. Continua ad andare all'università della terza età e a tutte le archeologhe che fanno lezione da lei dice che ha una nipote archeologa che non ha capito tanto bene cosa fa ma è molto brava. Ogni tanto mi chiede cos'è il DNA, poi mi ascolta, mi fa un paio di domande e mi dice "no no, non lo capisco,certo che devi essere proprio brava per studiare queste cose difficilissime".
La mia nonna odia i gatti. Però mi regala sempre oggetti con i gatti perché a me piacciono e questo è l'importante.
La mia nonna ha il DVD e il lettore mp3, poi non lo usa mai perchè se lo perde in qualche borsa. La mia nonna ha il cellulare e lo tiene sempre spento. Se invece è acceso non lo sente. Lei dice che si dimentica di accenderlo, ma io credo che non voglia farsi controllare da mamma.
La mia nonna sprint lunedì si opera, e io non posso andare da lei perchè martedì devo essere in Svizzera per lavoro.
Nonna, non preoccuparti, giovedì sono da te, giusto in tempo per vederti rimessa. E vestiti bene che giovedì sera ti porto in discoteca!
Un mio amico si è appena trasferito in terra Krukka (anche se non in Krukkonia).
Anche per lui è una grandissima opportunità in campo lavorativo (complimenti!!!!) ma certo, vivere in un paese krukko all'inizio non è facile.
Chiacchierando ieri sera è uscito il tema del fine settimana
"Sono ancora da solo" mi dice "non conosco nessuno, e il fine settimana l'ho passato a studiare il tale linguaggio di programmazione"
Eh si, soprattutto all'inizio è difficle. I fine settimana sono quanto di più deprimente possa esistere. Ma poi un po' ci si abitua (ad esempio a non organizzare niente con i colleghi, e non ti stupisci più), un po' si conosce gente, un po' si sviluppa la capacità di fregarsene del mondo esterno e di stare bene da soli (ma proprio soli soli).
... ci credi? Certo, alla domanda su come avevo passato il fine settimana la risposta è stata: "Sono ancora da sola anche io, e ho passato il fine settimana a studiare il talaltro linguaggio di programmazione".
Ma io sono un caso particolare, sono timida e ho difficoltà a farmi nuove amicizie, non ho ancora imparato la lingua e sono stata tanto in giro. Ma sono sicura che il mio è un caso particolare.
E COMUNQUE DOMANI SERA VADO ALLA FESTA PER STUDENTI STRANIERI E MI ATTACCO TIPO PIOVRA AL PRIMO GRUPPO DI ITALIANI CHE INCONTRO.
Vabbè tutto, ma mi sono rotta le scatole di stare da sola.
Fumare tanto è un atto di egoismo. Per un piacere personale si obbliga i propri cari a vivere un calvario.
Si inizia con l'affanno, che toglie il piacere delle piccole cose, prendere in braccio un nipotino, fare una sciata con il proprio figlio.
Poi le catene si stringono sempre di piú attorno al corpo e ogni atto è uno sforzo.
E i parenti assistono impotenti alle nottate interrotte dai colpi di tosse, alla mobilitá sempre piú ridotta, ai continui sacrifici perchè "non ce la faccio", a una vita in schiavitú.
Fino al momento della diagnosi. E allora spesso non c'è altro da fare che abbracciare la persona che si ama e tenerle la mano fino alla fine.
E tutto questo per cosa? per una manciata di foglie secche?
Quando accendete una sigaretta pensate a cosa puó significare per una persona che vi ama sentire il vostro torace squartato dalla tosse. O accettare quella diagnosi.
Perché io ci sono passata. E putroppo ci passeró. E perdere una persona cara per un motivo cosí idiota non mi va giú.
Il cancro é una bruttissima bestia, e non vale proprio la pena di invitarlo.
Dedicato a Ugo, e a tante altre persone intelligenti che hanno fatto questa stupidaggine che é costata o costerá loro la vita.
P.S.: quando un fumatore dice "è una mia scelta, ho il diritto di ammazzarmi come mi pare", beh, non é vero. Perche quando qualcuno sta male possono essere in tanti a vivere un inferno.
Somewhere over the rainbow
Way up high
There's a land that I heard of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Yes they do, really do come true
Someday I'll wish upon a star
And wake up where
The clouds are far behind me
Where troubles melt like lemon drops
Away above the chimney top
That's where you'll find me
Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly.
Birds fly over the rainbow
Why, oh why, can't I
Dedicata a una persona che 12 anni fa volò al di là dell'arcobaleno.
Mi manchi.
Duecento anni fa nasceva Charles Darwin, un uomo srtraordinario, a cui tutti noi dobbiamo tanti. Si, tutti. Evoluzionisti e antievoluzionisti. Gli dobbiamo tanto in quanto PERSONE.
Auguri Charles!

La cosa buffa è che quest'anno ricorrone tre anniversari. I primi due si sanno: 200 anni dalla nascita di Darwin (proprio oggi) e 150 anni dalla pubblicazione dell'Origine delle specie. Il terzo è 200 anni dalla pubblicazione delle Filosofia zoologica, il libro in cui Lamark parla della sua idea di evoluzione. Angelo mi informa inoltre che sono passati esattamente 400 anni dal perfezionamente del cannocchiale da parte di Galileo, cosa che gli permise nello stesso anno di fare importantissime osservazioni. Che anno grandioso per la scienza!!!
Con Lucia, la mia scEnziata preferita, abbiamo organizzato una festa. Se volete partecipare anche voi scrivetemi un commento o una mail, e li pubblicherò nel post. Scrivete tutto quello che volete, un pensiero che riguarda Darwin, un approfondimento di un argomento che vi interessa, un link interessante, riferimenti bibliografici... A voi la parola!
Buon Darwin day.
Buon compleanno Charles, e grazie di tutto!!!!!
Ora diamo la parola a Lucia. Nel suo post troverete altri interventi.
ecco il mio pezzo, avevo promesso un pippone di scEnza (l’avevo minacciato a dire il vero, nico perdonami) e eccovelo.
ovvia.
si chiama “homo sapiens, sapiens, sapiens, sapiens…”
ho deciso di scegliere questo argomentino per il darwin day perchè tra i commenti ero stata punzecchiata sulla mancata intelligenza di lucy e sul (sospetto) errato utilizzo della nomenclatura “Homo sapiens sapiens”.
sospetto che mi è stato confermato da un commento del conte che diceva:
Homo sapiens: subisce l’ambiente
Homo sapiens sapiens: lo modifica secondo le sue esigenze.
ps: ma alle 4 di notte non si dorme?
a parte che no, erano in effetti le quattro e non riuscivo a dormire, il commento contiene un’idea tanto bislacca quanto sbagliata. e proverò a partire da qui per celebrare il carletto mio adorato.
introduzione generale:
come si identifica una specie?
una specie si identifica mettendo (maiuscolo, io non sono brava con le maiuscole, ve ne sarete accorti) il genere, nel nostro caso “Homo” e poi la specie, “sapiens”.
per esempio al genere “Homo” appartengono le specie “neandertalensis”, “erectus”e “habilis”, giusto per andare un pochino indietro nel tempo.
quindi quando io dico “Homo sapiens” non intendo un “modello precedente a Homo sapiens sapiens”.
intendo semplicemente un individio appartenente alla specie Homo sapiens, al genere Homo, della famiglia degli ominidi (Hominidae), dell’ordine dei Primati (Primates), della classe dei mammiferi (Mammalia) del Phylum dei Chordata e del regno Animalia. ce ne sono poi un sacco nel mezzo, ma si diventa matti.
e allora che cosa è Homo sapiens sapiens?
Homo sapiens sapiens è una sottospecie di Homo sapiens.
un sottogruppo. ogni volta che aggiungiamo un nome nella denominazione linneiana “andiamo più nel particolare”.
per esempio:
esistono i felini.
dei felini un gruppo sono i gatti.
dei gatti un gruppo sono i gatti che abitano a casa mia.
di questi, uno si chiama Drago, e l’ altro Minù.
quindi Minù si distingue da Drago. ma vivono tutti e due a casa mia, sono tutte e due gatti, e sono tutti e due felini.
Io sono un Homo sapiens. voi tutti siete Homo sapiens. come del resto siamo tutti appartenenti al genere Homo. e così via risalendo, fermatemi che ricomincio.
fino a poco tempo fa la denominazione “Homo sapiens sapiens” era usata dagli scEnziati perchè si riteneva (erroneamente) che l’uomo sapiens e l’uomo di neanderthal appartenessero alla stessa specie “Homo sapiens” e a due sottospecie diverse: “Homo sapiens sapiens e Homo sapiens neandertalensis”.
purtroppo fu scelto di dare alla “nostra sottospecie” una denominazione che era identica a quella della “specie”.
col risultato di ottenere questo “sapiens sapiens” che assomiglia tantissimo a “super sapiens” o “due volte sapiens”.
questo ha fatto la fortuna di questa nomenclatura, il fatto che ci piaceva pensare che fossimo neanche sapiens; sapiens sapiens!
guardatemi! ho un gran chiorbone e sono supersapiens!
e stica.
le prove fossili hanno dimostrato che l’uomo di neandertal fa parte di una specie simile alla nostra, ma diversa. e quindi, dopo il genere Homo si è beccato il “neanderthalensis”.
fino al 2003 quindi la dicitura “Homo sapiens sapiens” non solo era scorretta, ma chi la scriveva ci perdeva i dottorati di ricerca in antropologia e veniva sbertucciato da tutti quanti.
nel 2003 però, uno dei miei supereroi preferiti, tim white (*), ha scoperto dei resti fossili di un Homo sapiens che lasciano lo spazio per una nuova sottospecie, Homo sapiens idaltu.
ecco, che se esiste Homo sapiens idaltu, noi possiamo tornare a chiamarci Homo sapiens sapiens.
il bello dell’antropologia è che ogni cosa “regge fino al prossimo fossile”.
bene.
che diavolo c’entra darwin?
darwin come al solito c’entra sempre.
e si ritorna alla fotaccia di sempre. (lo so, mi maledirete, ma si vede che c’è ancora bisogno di spiegarlo).

questa foto, che fa venire le bolle ogni volta che la vedo (e che vedo anche a volte nei corridoi universitari, aaaaaaaaarghhhhh) rientra perfettamente nel tema “sapiens sapiens”.
guardate quanto è fico e sapiens sapiens il biondone.
nulla a che vedere con lo scimmione di partenza, nevvero?
questa foto si usa in genere per spiegare l’altro grande equivoco della biologia evoluzionistica.
“l’uomo discende dalla scimmia!”
vi darò una terribile notizia.
l’uomo non discende dalla scimmia.
vi vedo turbati.
dalla foto che vedete qui sopra si ha un’idea dell’evoluzione che potremmo schematizzare così:
questa bella scala ascendente verso la perfezione, che parte dall’ardipithecus e arriva all’apice dell’evoluzione, è un quadro monco.
ma non è finita qui.
i punti interrogativi indicano “l’anello mancante”.
altra brutta notizia.
l’anello mancante non si troverà mai. perchè non esiste.
in questa sede non la faccio troppo lunga sull’argomento, ne avevo già parlato qui per chi proprio vuole farsi del male.
non esiste perchè non è che un giorno una scimmia ha fatto una scimmia meno pelosa, e un po’ più ritta sulle gambe, poi questa scimmia meno pelosa ne ha fatta un’altra meno pelosa ancora e eccoci qui. pensando questo, la gente si dice: deve esserci da qualche parte un fossile che non è più scimmia e non è ancora uomo.
come dicevo, noi non discendiamo dalle scimmie, discendiamo da un progenitore comune a noi e a loro.
io e mio cugino discendiamo entrambi da nonna ida, ma non “uno dall’altro” mi spiego no?
e adesso ecco una (parziale) evoluzione schematica di homo sapiens.
insomma, è un gran casino.
non siamo il frutto di una scala ascendente verso l’alto. non siamo neanche il frutto di un progettista intelligente. (e di prove in questi giorni direi che ne abbiamo avute fin troppe, se ci fosse un disegno intelligente secondo voi esisterebbe gasparri?)
siamo figli della contingenza e del caso, come disse il caro charles, “è impossibile pensare che per l’uomo non debba funzionare allo stesso modo che per gli altri animali”.
a ogni generazione ereditiamo combinazioni genetiche nuove o vecchie, sperimentiamo nuovi caratteri, tentiamo nuove strade.
e la mannaia della selezione naturale cade implacabile.
certo, c’è chi pensa che tutto questo escluda dio.
io non mi pongo il problema, perchè non sono credente. e penso che i credenti neanche se lo pongano, perchè sono credenti.
quindi non vedo proprio dove possa essere il problema.
:)
una cosa è certa.
essere il frutto della contingenza, su questo piccolo granello di terra che ruota nell’universo, non toglie neanche un grammo della bellezza infinita della vita, della voglia di vivere, amare, saltare, fischiare per strada, bere un caffè con un amico, chiacchierare o litigare o baciarsi sotto a un terrazzo mentre fuori piove come dio la manda.
l’altra nostra sottospecie, Homo sapiens idaltu si è estinta. siamo gli unici rappresentanti sul pianeta della specie homo sapiens, vediamo di volergli un po’ di bene a questo ominide glabro, che sta al mondo solo da 150. 000 anni e che ancora non ha capito come ci si deve comportare per continuare a starci a lungo.
(*) tim white era insieme a don johanson quando fu scoperta lucy. ne ha dimostrato il bipedismo analizzando l’articolazione di anca a ginocchio spisignandosi con mezza famiglia leakey e ha anche dimostrato che è una delle nostre progenitrici. e io gli voglio bene. :)
e ancora buon compleanno charles, grazie per averci fatto capire tutte queste cose.
la tua lucy, australopiteca e terribile brunetta con le codine.
E ora dó la parola alla mia mamma, scienziata di professione e intrepida propugnatrice dell'evoluzione
Miei cari lettori del Blog
solo due parole: la prima di ricordo di una persona che ha cambiato il panorama scientifico mondiale e ha, con le sue idee, reso moderne le Scienze della Vita.
La seconda di rammarico per la scarsa conoscenza che ha il pubblico sull'argomento Evoluzione...
Ma le cose cambieranno visto che persino Google dedica il logo al bicentenario......
buona giornata a tutti
una ecologa convinta evoluzionistica per necessità ma soprattutto per scelta
Micol ci avverte
Può darsi che la mia aggiunta sia tardiva, ma al Palazzo delle Esposizioni è appena iniziata una mostra che credo sia interessante (http://www.palazzoesposizioni.it/canale.asp?id=236)...
E, se posso dirla tutta, contemporaneamente c’è,sempre lì, la mostra di National Geografic. L’anno scorso che ne hanno fatto la prima edizione, le foto di National erano spettacolari…
Quest’anno, le due mostre si possono vedere con un unico biglietto, a un prezzo veramente modico (12,50 € )
E' con grandissimo onore che accolgo il commento di Giuseppe, il mio antievoluzionista clericale preferito (tanto lo so che non ti offendi per gli appellativi, anzi, li prenderai per complimenti :-))
Michiiiiiiiiiiiiiii...me lo avevi anticipato da un sacco di tempoooo..
Anche se ho finito ora di lavorare...mi fa piacere partecipare ai tuoi festegggiamenti !!!
Anche perchè, devo ammetterlo, quest'uomo ha dato tanto alla scienza e a tutta l'umanità, e in fondo, sia pur attraverso la tua mediazione, anche a me!!
Un abbraccio e auguriiiiiiiiiiiii...
Giusè, da te non me lo sarei MAI aspettato, grazie mille!!!!
ecco gli auguri della mia "amica di scavo". Sandra, scusa se non li ho inseriti stamattina, ero convinta di averli incollati e invece no... Anche secondo me se non ci fossimo conosciute sarebbe stata una grave perdita, per l'Umanità non lo so, ma per me sicuramente sì!!!
Michi, perdona! ma non sono mlt creativa e un po' presa per il collo.
Se vuoi inserisci i miei auguri: senza di lui neppure io e te ci saremmo conosciute!! E questa mi sembrerebbe una grave perdita per l'umanità
grazie
bacio bacio
Sandra
Buon Compleanno! Ti trovo davvero bene, caro Charles. Ogni anno che passa, mi sembri sempre più giovane.
E dire che qualcuno vorrebbe cancellarti dai libri di scuola!
Fra poche ore sarà il compleanno di Charles Darwin.
Con Lucia abbiamo deciso di organizzarci per festeggiare in compagnia. Chiunque voglia contribuire a suo modo ai festeggiamenti di domani è il benvenuto, lasciate commenti, approfondimenti, bibliografia e tutto ciò che ritenete adatto per celebrare questa giornata.
Vi aspettiamo

Michela
Vorrei dedicare questo post ad una persona speciale che ora abita molto lontano da qui.
Ci siamo conosciute alle medie. Lei era la straniera che veniva isolata dagli altri perchè non parlava bene l'italiano, io ero quella dimessa, timida e infantile ch veniva sempre presa in giro.
La invitai a casa mia, di quella visita, mi disse dopo, si ricordò sempre il mobile pieno di peluches che troneggiava nella mia stanza.
Iniziammo a fare i compiti insieme. Si trasferì vicino casa mia e iniziammo a vederci tutti i giorni, a passare tutto il tempo libero insieme. Parlavamo dei (suoi) primi ragazzi, decidevamo come rispondere alle lettre folli del tizio che le aveva dichiarato il suo amore in vacanza... Fu la prima persona a venire a Ferrara con me.
Durante il viaggio in treno decidemmo di ascoltare la musica sul mio walkman, che aveva due prese per le cuffie. Io avevo la cassetta di Battisti, lei quella dei Backstreet Boys. Per una settimana ascoltammo solo e soltanto i BSB (che detestavo). Imparai a memoria tutte le canzoni, e anche ora ogni volta che le sento penso a lei.

Poi andammo al liceo. Passavamo i pomeriggi a studiare latino e graco, ripetendo le declinazioni e le coniugazioni fino allo sfinimento ("fliùmai" rimase nella storia...). Ci prendemmo una cotta per lo stesso ragazzo e passavamo i pomeriggi a chiamarlo al telefono per "farci aiutare per la traduzione". Le versioni di latino e greco ci facevano impazzire, e arrivare a poche righe dalla fine decidevamo di uscire e fare un giro, le avremmo finite la sera.
Facevamo shopping da Onyx (almeno lei, a me non piaceva) mangiavamo il cornetto alla pasticceria vicino casa e passavamo ore in libreria (me lo doveva in cambio di Onyx).
Ci fu la sera dei Jeans arancioni di Onyx, della Novalgina e della casa a Montefiascone, ci fu il Moquette party al mare, c'era Ellenike e "Pronto Hotel Olimpia". Ci fu Simone e il verme (io). Poi ci fu la Vipera e la litigata a casa di Paola.
Poi cambiò scuola ed iniziammo a vederci un po' meno. Con l'inizio dell'università mi trasferii in parte a Ferrara e ci vedemmo ancora meno, ma ogni incontro rinsaldava il nostro legame.
Un paio di anni fa, in un momento difficile ci riavvicinammo. Poi decise di tornare a casa. Ed è come se un pezzetto di me fosse andato a migliaia di chilometri di distanza.
Ti voglio bene, torna presto a trovarmi in Italia, ci sono ancora tanti filùmai da studiare insieme!
Zoo