A Parigi i turisti sono ovunque.
Definizione di turisti: girano con la faccia da ebete, cartina con la pubblicità delle Galeries Lafayette in mano, non parlano una parola di una lingua che permetta loro di essere capiti tipo inglese o francese, si guardano intorno perplessi e non capendo dove sono, discutono di dove devono girare per andare alla tour eiffel, essendo spesso italiani o spagnoli si consultano fra di loro urlando e ogni tanto rimbrottano i due o tre bambini al seguito che, palesemente annoiati e non partecipi dell'entusiasmo di fronte ad un ammasso di ferraglia rimpiangono di aver accettato di accompagnare i genitori in cambio di una giornata ad Eurodisney (che non si chiama più così ma avete capito uguale).
Nel caso ci si rivolga a loro nella loro lingua (naturalmente nel mio caso capita con gli italiani) le loro facce passano dalla modalità "cavolodicartinanoncicapisconiente-chimel'hafattofaredivenireaParigiconmaritoefiglilaprossimavoltalimolloacasaemifaccio-levacanzeavventurose" in modalità "SALVEZZAAAAAAA!!!!". E a quel punto la gioia di sentirsi finalmene compresi li porta a intavolare una conversazione che normalmente segue il seguente schema:
Paleomiki: - serve aiuto?- (si, lo so, sarei dovuta entrare nei samaritani)
Turista: -Ciao, sei italiana? - Primo: come ti permetti di darmi del tu? Secondo: Chettefrega se sono italiana, chiedimi quello che ti serve e poi se ho tempo si può pensare a intavolare una conversazione. Terzo: no sono finlandese, non si sente dall'accento alla Nino Manfredi?
P: - Si, serve aiuto? (della serie, non ho voglia di raccontarti la mia vita, se hai bisogno di un'indicazione stradale posso cercare di aiutarti, ma non perdere tempo in chiacchiere)
T: Come si arriva a via dei Rivòli? Da dove vieni? E come mai stai a Parigi? Turista? (ma chettefrega? Vengo da Helsinki, non sono turista ma sono pagata dal consolato italiano per salvare i turisti connazionali da morte certa lungo la ricerca della Tour Eiffel)
P: a destra, poi in fondo alla strada a sinistra. Vengo da Roma. Sono qui in stage.
T(che evidentemente non ha capito un'acca delle indicazioni stradali ma che in compenso si sta interessando al mio caso): Ah, bella Roma, noi veniamo da Reggio Calabria (o Asti, o Cesenatico, o Campobasso, che qui non si fanno distinzioni geografiche). E che fai di stage? (Aridaje... )
P: Ah, non la conosco, lavoro in un museo. Allora tutto chiaro?
T: Belli i musei! Dove, al Louvre?
P: No, ehm, devo andare, arrivederci eh!
T: Aspetti, mi ha detto in fondo a destra?
P: no, a destra e poi in fondo alla strada a sinistra. Arrivederci
T: Ciao, allora in bocca al lupo per il tuo lavoro(il lei è fuori moda, eh?) grazie mille! (poi rivolta al marito) Hai visto che avevo ragione io? Perché io lo dico sempre...................(sfumando, grida di ragazzini che si allontanano)